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Storia(tratta dal libro realizzato per il 90° di fondazione della banda) ( se siete interessati al volume completo, contattateci )
Nel 1909, un gruppetto di amici amanti della musica (forse nell’osteria di “Mica” attorno al fogolar) decide che anche Bagnarola, come molti paesi limitrofi, avrebbe dovuto avere la sua Banda (Sesto l’aveva già da più di 30 anni!). Immaginiamo che gli stimoli culturali dovuti a Don Antonio Cicuto abbiano cominciato a dare frutti nell’ambiente paesano e che la presenza in Bagnarola di queste persone convinte e di “mecenati” abbiano favorito il crescere di questo movimento tra i giovani e anche tra i meno giovani. Non sappiamo esattamente come e con che cosa, sta di fatto che le prove cominciano per davvero con il maestro De Vittor. L’occasione per mostrare in pubblico ciò che i suonatori avevano studiato per lunghe ore al chiuso, si presenta nel 1911, quando i soldati volontari, ritornano vittoriosi dalla Libia: la Banda va alla stazione di Cordovado a riceverli e in corteo li accompagna in piazza a Bagnarola e lì per la prima volta esegue un concerto che crediamo abbia riscaldato giustamente gli animi dei presenti probabilmente molto numerosi.
Il periodo tra le due grandi guerre Gli anni di restrizioni non tolgono entusiasmo ai bandisti disposti anche a sacrifici economici pur di dare corso alle iniziative e necessità della Banda. Molti sono gli strumenti musicali acquistati direttamente a Graz, in Austria, e trasportati in loco con il carro trainato da cavalli. Altri strumenti provengono dalla Ditta Orsi di Milano, una delle migliori in campo nazionale ed europeo. Primo presidente, dal 1911 al 1915, è Francesco Casti; gli sono validi collaboratori: Giacomo Danelon, Callisto Altan, Pasquale Nimis, Giovanni Altan (Giovanin Mica), Alessandro Sigalotti e Luigi Nimis. Spesso e in molti paesi del Friuli, le bande si schieravano con la Chiesa o con i movimenti operai e socialisti, con relativi veti alla partecipazione in manifestazioni della parte avversa. A Bagnarola, la Banda ha prestato la sua opera al servizio di tutta la comunità e in tutte le occasioni in cui è stata richiesta. Dopo pochi anni di entusiasmanti esibizioni sotto la guida del maestro Giobatta De Vittor di San Vito al Tagliamento, sono arrivati i tremendi anni della Grande Guerra, che per il Friuli e la nostra zona sono stati particolarmente duri: Caporetto per Bagnarola significò anche l'occupazione da parte dell'esercito degli Austro-ungarici, i quali, avendo estremo bisogno di metallo per fabbricare cannoni, non disdegnano di requisire, oltre alle campane, anche strumenti musicali, i cosiddetti “ottoni”. Così accanto alla dote delle donne, agli oggetti preziosi di casa, trovano posto, magari sotto il fieno o nelle buche sotto le mangiatoie delle mucche, anche flicorni, bassi, bombardini, trombe e tromboni, per sottrarli alla fusione che avrebbero subito se fossero caduti nelle mani degli Austriaci. Nel 1915, era diventa Presidente il signor Giacomo Danelon che rimane in carica fino al 1922. Terminata la guerra, si rimettono a lucido gli strumenti e sotto pressione gli strumentisti e qui comincia, senza conoscere più soste di alcun genere, la grande tradizione della nostra Banda, che si cimenta con i pezzi più in voga delle opere classiche dell'800, Giuseppe Verdi, con l'Aida, la Traviata, il Nabucco, fa la parte del leone nel repertorio. Non mancano autori altrettanto famosi come Puccini, Rossini, Mascagni, oltre a numerose Operette, genere allora molto richiesto. C'è da dire che le opere vengono eseguite integralmente, prendendo di petto le difficoltà e superandole con maestria. Certamente l'orgoglio e la passione devono essere forti nei musicanti, come tanta è la dedizione del maestro De Vittor che, come ricordano ancora, cura la Banda con amore paterno: sempre presente, tre prove per settimana, giungendo con ogni tempo da San Vito, con la sua Bianchi (bicicletta non auto), il tabarro e il fanalino a carburo. Sotto la direzione del maestro De Vittor non si conoscono soste se non quella forzata per la guerra, e la Banda, oltre a numerosi concerti in piazza, è solita accompagnare le processioni durante l'anno, rende solenni le feste civili e militari che, dato il periodo storico che interessa l'Italia, sono piuttosto frequenti. Alcune uscite vengono ricordate con particolare orgoglio dai musicanti anziani, poiché riescono a dare un'idea concreta del grado di preparazione raggiunto e della considerazione in cui era tenuta la nostra Banda: ad esempio, fu l’unica fra le numerose che erano state dirette e curate dal maestro De Vittor, ad essere chiamata ad accompagnare con le sue note dolenti l'ultimo suo tragitto. Nel 1934 ad un concorso, che vede impegnate le compagini migliori del Triveneto, la Banda di Bagnarola si classifica terza, e tra i componenti della giuria siede anche Mascagni. Ancora nel 1936, in occasione della visita di Benito Mussolini a Udine, è prescelta, tra le numerose intervenute alla sfilata, a ricevere il Capo del Governo e a rendergli gli onori davanti al palco delle autorità. La Banda per il paese rappresenta in quegli anni uno dei pochi mezzi per impiegare il tempo libero, un tramite della cultura musicale, non essendoci ancora lo spiegamento dei mezzi di comunicazione attuali. Si può considerare, inoltre, un modo di vivere in società, di conoscere persone, città e paesi diversi. A dire il vero, qualche volta capitava che in alcuni servizi in paesi limitrofi, tra un bicchiere di vino e una suonata, una suonata e un bicchiere di vino, si tirasse avanti magari fino alla mattina del giorno seguente; ma ... niente paura! Gli orari allora erano flessibili e a misura d'uomo: il carro trainato da cavalli e trasformato in “corriera” con balle di paglia portava a casa tutti fra lazzi e risate, che mettevano voglia di ritrovarsi ancora al più presto. Le cene sociali, poi, rappresentano un capitolo a parte, con le loro peripezie per imbastire il piatto forte: l'immancabile “brout di dindiat”. Successe una volta che per portare a casa il prezioso grosso volatile, dopo qualche giretto per le osterie in quel di Sesto, il gruppetto incaricato perse il cavallo bianco che li aveva trainati fin là. Per fortuna dopo accanite battute a ventaglio durante la notte tra i Comunali, all'alba venne ritrovato a Villacucca mentre pascolava beato. Per molti anni la cena sociale trova generosa ospitalità in casa del signor Pasquale Nimis: cuoca la signora Miuta e servizio svolto dalle figlie Gusta e Luigia ... Poi è la volta della sala sociale della Latteria: brodo, spezzatino, vino e tanta allegria sono i componenti fissi del menù; piatti bicchieri e posate sono a carico degli invitati.
Dallo splendore di coro e Banda insieme agli anni della decadenza Nel 1933 il maestro De Vittor lascia l'incarico per motivi di salute e al suo posto subentra il maestro Luigi Vadori di Morsano al Tagliamento. Sotto la sua guida la Banda rimase fino al 1937, anno in cui prende la bacchetta, ancora giovanissimo, il maestro Vittorio Favretto di San Zenone degli Ezzelini. Trasferitosi a Bagnarola come organista della Parrocchia, ben presto da un'impronta decisa alla Banda. Numerosi sono gli innesti di giovani musicanti, che sotto la sua scuola diventano ottimi strumentisti e colonne portanti dell'organico fino agli anni novanta. Trascorso il periodo bellico, una novità voluta dal maestro Favretto e sostenuta dal direttivo della Banda, coinvolge praticamente la totalità delle famiglie di Bagnarola; con pazienza e dedizione egli istruisce un coro misto di ben una settantina di elementi che affianca ai quaranta musicanti della Banda, formando in tal modo un complesso strumentale e corale di oltre cento persone. Certamente l'imponenza dell'organico ha la sua parte, ma ciò che è determinante nel dare notorietà al complesso è l'altissimo livello di interpretazione delle opere eseguite nei concerti. Coro e Banda si fanno conoscere in tutta la regione e fuori, in città e capoluoghi di provincia. Gli anni '50 vedono perciò il massimo sviluppo del nostro complesso che deve il raggiungimento di tale grado al maestro Favretto in massima parte, ma anche allo “staff dirigenziale”, composto da persone appassionate della musica e dedite con anima e corpo all'istituzione, quali Alessandro Sigalotti, segretario amministrativo e valentissimo clarino, Luigi Nimis, trombone ed esperto vice maestro, Giuseppe Boz, bombardino e infaticabile addetto alla riscossione delle offerte in paese. Essi non furono solo membri del Direttivo, ma animatori del gruppo e personaggi che ancora tutti ricordano impegnati e attivi nelle numerose iniziative. Il periodo a cavallo fra la fine degli anni 50 e l'inizio degli anni 60 è interessato da una ventata di novità e di cambiamenti nella società italiana che ha riflessi, purtroppo negativi, sulla Banda e sul coro. Si verifica in quel periodo una decimazione tra i componenti del complesso: infatti moltissimi sono coloro che, a malincuore, devono fare le valigie e partire da Bagnarola in cerca di lavoro, spesso all'estero. Il coro viene sciolto e la Banda “tiene duro” come può; intanto quasi tutte le sue “consorelle” dei paesi limitrofi cadono e spariscono. Altro grave motivo che porterà all'assottigliamento ulteriore nell'organico è senz'altro la mancanza di nuovi allievi da inserire accanto ai già “di ruolo”. La Banda ormai è al lumicino; certe uscite in paese la vedono con numero ridotto a 16-18 suonatori. Si tenta, come estremo mezzo di sopravvivenza, lo scambio di musicanti, quando ce n'è bisogno, con la Banda di Sesto, anch’essa altrettanto traballante. Il reciproco aiuto non resiste per molto tempo: dopo circa un anno, ognuna riprende la sua strada con le proprie forze. Arriviamo così al 1965: il maestro Favretto, per ragioni di salute, chiede di lasciare l'incarico. A questo punto prende le redini un gruppo di suonatori fra i quali Giovanni Luchin, Paolino Bortolus, Egidio Altan con alla testa Giuseppe Boz. Viene chiamato a dirigere un nuovo maestro: il professor Luciano Taurian di San Vito al Tagliamento. Cominciano con lui i corsi di orientamento musicale, sovvenzionati in buona parte dal Ministero della Pubblica Istruzione, attraverso il Provveditorato agli Studi di Pordenone. Intanto, in attesa che si formino le nuove leve, viene chiesta la collaborazione di tutti quei suonatori, veramente appassionati delle bande scomparse dei paesi vicini. Musicanti provenienti da San Vito, da Morsano, da Cordovado, da Teglio Veneto, da Vado, da Portogruaro diventano parte sostanziosa della nuova Banda, che in breve si riporta al numero invidiabile di 45-50 elementi. La preparazione, che contraddistingue la Banda di Bagnarola, fa sì che il nostro complesso venga richiesto in un raggio di 50 e più chilometri, in manifestazioni civili, patriottiche e religiose; il repertorio spazia dalle marce caratteristiche alle canzonette in voga, dai pezzi sinfonici alle operette per i concerti. Una cura particolare viene riservata ai brani di carattere alpino e militare: la ragione è che la Banda nel 1967 è diventata la Fanfara ufficiale della Sezione A.N.A. di Pordenone; buona parte dei raduni alpini erano accompagnati dal “33” della Fanfara di Bagnarola; addirittura si arriva al punto di avere anche quattro servizi per domenica in punti diversi. Naturalmente ogni adunata nazionale vede i nostri musicanti aprire la sfilata della Sezione A.N.A. di Pordenone. Firenze, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Bergamo, Milano, Brescia, Treviso, Trieste, Udine, sono alcune tra le città che li hanno ospitati. Un cenno particolare merita l'Adunata Nazionale del '68 a Roma: in quella occasione la nostra Fanfara ebbe l'onore di essere ripresa dalle telecamere della RAI e alcuni dei nostri bandisti vennero intervistati; il tutto venne poi trasmesso nel corso del telegiornale delle ore 20. Il fatto di essere la Fanfara della Sezione di Pordenone spinge i dirigenti a dotare tutti i componenti di una divisa, la prima nella sua storia, che ovviamente deve essere in sintonia con il tipo di servizio per il quale si è spesso chiamati: pantaloni di velluto marrone, camicia di lana scozzese, fiocco verde e cappello alpino. A Roma nel '68 viene per la prima volta indossata nell'Adunata Nazionale. Nel 1968 si sente anche l'esigenza di dare alla Banda una veste legale; viene perciò preso in esame un atto Costitutivo e portato davanti al Notaio per il rogito: da allora l’associazione sarà denominata “Società Filarmonica di Bagnarola”. Vengono eletti un nuovo Direttivo e tutti gli organi previsti dall'Atto Costitutivo; la carica di Presidente viene ricoperta fino al 1973 dal signor Andrea Sigalotti.
Gli anni della ripresa I corsi di Orientamento Musicale, cioè la scuola per allievi, cominciano a dare i primi frutti e già nel 1970 esce un primo “contingente” di entusiaste nuove leve: trombettisti, saxofonisti, clarinettisti giovanissimi si aggiungono poi via via ogni anno tanto che, a metà degli anni 70, nell'organico si sono capovolti i rapporti numerici tra musicanti “esterni” e locali, che avevano visto nel '65-'66 la maggioranza dei primi rispetto i secondi. Nel settembre del 1977 il professor Luciano Taurian lascia l'incarico di maestro; un nostro compaesano e componente della Banda, Angelo Fontanel, prende il posto lasciato vacante, ottimamente sorretto e coadiuvato oltre che dagli anziani ed esperti già menzionati, fra i quali spicca sempre il Cav. Giuseppe Boz, anche dalle ormai “ex” nuove leve, quali Raffaele Dazzan, Franco Sigalotti, Giovanni Dazzan, Renato Benvenuto. Dal '77 in poi si assiste a un progressivo ringiovanimento dell'organico; purtroppo scompaiono i fondatori e gli anziani, chi per vecchiaia, chi per malattia, sono costretti a cedere a malincuore le armi, anzi gli strumenti, ai giovani. Nel novembre dell'80, con una cerimonia solenne, dopo la Messa alla quale partecipano, oltre che alla stragrande maggioranza del paese, anche gli amici e colleghi, viene consegnata al maestro Professor Vittorio Favretto una pergamena, quale riconoscimento per ciò che ha rappresentato musicalmente e culturalmente per la nostra comunità e la nostra associazione. Nella stessa cerimonia viene consegnata una pergamena anche a due fondatori e sempre attivi nella loro lunga carriera di musicisti: Luigi Nimis e Alessandro Sigalotti. In analoghe occasioni negli anni che seguiranno, verranno ricordati con delle targhe di benemerenza il Cav. Giuseppe Boz, il signor Nimis Pasquale (Pippo) e il signor Annibale Montico. Altre bande sorgono nei paesi limitrofi, richiamando quegli appassionati che a metà anni 60 erano venuti a darci una mano; rimangono con noi, sempre entusiasti e pronti, alcuni suonatori di Varmo, Rivignano, Casarsa e Morsano. I corsi per allievi preparano anche ragazze, che diventeranno una parte notevole dell'organico della Banda; tali corsi vengono sovvenzionati sia dalla Regione che dal Comune di Sesto al Reghena, ma in massima parte dal contributo economico della popolazione di Bagnarola. Quest'ultima nel 1982 contribuisce con generosità per dotare la Banda di nuove divise civili, costate circa 10 milioni.
Gli ultimi quindici anni Nel maggio 1986 la Banda come è sua tradizione ha partecipato all’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo. Nello stesso anno, durante la presidenza di Severino Sigalotti, la Società Filarmonica ha festeggiato il 75° anniversario della sua fondazione, pubblicando un libretto che raccoglieva notizie, circostanze, date ed avvenimenti che hanno caratterizzato i suoi primi 75 anni di vita. Nell’occasione viene benedetto il labaro della Filarmonica donato dal Cav. Giuseppe Boz ; madrina della cerimonia è la signora Augusta Zamparo. Il 27 settembre per la grande festa della Filarmonica viene invitata la Banda di Arnoldstein (Austria), Associazione amica della Banda e del paese di Bagnarola. Il 2 febbraio 1987 viene eletto Presidente della Banda l’ing. Gian Battista Sigalotti, persona che è diventata un simbolo per tutti i suonatori e non, grazie all’entusiasmo e all’amore che è riuscito a trasmettere in tutti gli anni in cui è stato presente. Nell’ottobre dello stesso anno il Presidente chiede al Sindaco il permesso di trasferire la sede delle prove dalla delegazione alle Scuole Elementari, per permettere alla Banda di avere un sito più ampio per le sue necessità. Il primo ottobre 1989 la Banda felicemente inaugura la nuova sede, all’interno della quale viene sistemato il palco donato da alcuni amici e simpatizzanti. Le postazioni dei suonatori sono completate con i leggii mobili offerti dal sig. Armando Bellot. L’intervento dei bagnarolesi è stato, nel corso della storia, continuo e determinante, dall’aiuto per preparare le serate conviviali di festa, all’organizzazione dei momenti musicali, alla partecipazione alle varie iniziative dei suonatori. Subito dopo il presidente, preso atto delle difficoltà acustiche dei musicisti, ha provveduto, su progetto di un esperto amico ingegnere, a completare il palco con una “conchiglia” in alluminio smontabile e in grado di amplificare le prestazioni musicali. Nel 1989 la Filarmonica si reca in Calabria, e nel luglio 1991 vi si reca per la seconda volta. Nell’agosto 1993, si reca a Vienna. Questo è stato uno dei primi eventi straordinari della Filarmonica, il quale dimostra, che lentamente, non senza difficoltà, attraverso tanti piccoli stadi e grazie all’affetto sia dei suonatori che si sono succeduti durante gli anni che dei simpatizzanti la Banda è cresciuta e maturata. Nell’agosto del 1994 la Banda si reca in Francia facendo visita alle località di Chalon Sur Marne, Versailles, Parigi, Reims e Suippes. Il 17 giugno 1995 la Banda festeggia il decimo anniversario di scambi con le Bande di Arnoldstein e Jesenice (Slovenia). Per l’evento, oltre ad aver organizzato il tradizionale Concerto a tre Bande, ha regalato a tutti i suonatori presenti una spilla ed un portachiavi in ricordo. Nell’anno 1997, si è consacrata Banda Internazionale, grazie alla sua visita ai Fogolars Friulani in Canada. Negli anni novanta la Banda partecipa alle Rassegne Bandistiche Provinciali, alle Adunate Nazionali degli Alpini a Padova, a Cremona, a Brescia e a Genova, a cerimonie civili e religiose con una frequenza media di 35-40 uscite l’anno. Tra queste è sempre bello ricordare le più caratteristiche, come ad esempio, la sveglia e l’augurio alla popolazione a Capodanno, tradizione che non è venuta mai meno dalla fondazione ad oggi, la commemorazione dei caduti in guerra, tutte le processioni religiose per le vie del paese e ogni manifestazione civile che richieda una certa ufficialità. Nell’anno 1999 è inaugurata la nuova scuola di formazione musicale a Ramuscello. Nell’anno 2000 la Banda, per lasciare un ricordo concreto ha inciso un CD, con le tradizionali marce che da anni la caratterizzano e con i più impegnativi brani da concerto. Nel 2000, la Banda perde il Presidente Ing. Sigalotti, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. L’anno 2001 vede la Banda impegnata nella visita a Birmensdorf in Svizzera e nei preparativi per festeggiare il novantesimo della fondazione. Se è giunta a questo traguardo il merito va ai suonatori e a tutti coloro che le sono stati vicini e che l’ hanno sostenuta.
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